Cibo biologico più salutare, il merito è degli antiossidanti

I risultati saranno molto apprezzati da chi si occupa di agricoltura biologica. Per molto tempo si è detto che i prodotti coltivati senza l’uso di pesticidi non offrissero vantaggi evidenti dal punto di vista nutrizionale rispetto a quelli realizzati con tecniche non completamente naturali.

I ricercatori hanno analizzato due varietà di cipolle per valutare i livelli di flavonoidi e antiossidanti. Lo studio è stato condotto tra il 2009 e il 2014 e sono stati presi in considerazione ortaggi coltivati biologicamente e altri utilizzando pesticidi.

Gli studiosi hanno scoperto una maggiore presenza di antiossidanti nelle cipolle biologiche. Per ricevere questa certificazione, gli agricoltori non devono utilizzare sui loro ortaggi pesticidi e prodotti chimici. Usano forme naturali di coltivazione, come la rotazione e il controllo biologico dei parassiti.

Questo metodo di produzione ha dei costi più elevati e per questo gli alimenti biologici hanno un prezzo maggiore. I ricercatori avvertono che il biologico in realtà può fare diversi danni all’ambiente. Rispetto alle aziende agricole tradizionali, il rendimento può essere abbastanza inferiore. Questo significa che è necessario un numero più elevato di terreni, che aumenta l’effetto serra e la carenza idrica.

Organico o biologico: quali sono le differenze?

Ecco come scegliere

L’alimentazione seguita ha un valore fondamentale per le nostre vite. Non possiamo più negare di sapere che ciò che portiamo sulle nostre tavole ha un’influenza sulla nostra salute.

Si sente molto parlare di cibo organico e cibo biologico. Si tratta della stessa cosa? In realtà no, vediamo perché.

Alimentarsi bene è la prima scelta

La scelta del cibo incide sul nostro sentirci in forma o spossati, incide sulla forma fisica, sull’accumulo di grasso e sui piccoli disturbi che troppo spesso vengono considerati normali.

Non è solo la tipologia degli alimenti che scegliamo ma anche e soprattutto la loro natura.

Se un cibo è considerato meno dannoso di un altro ma proviene da un’agricoltura che utilizza pesticidi oppure un allevamento che prevede l’uso di mangimi ormonizzati, potenzialmente quel cibo diventa molto pericoloso. Non si può sottovalutare l’origine di un alimento, la sua provenienza e il modo in cui è stato coltivato o allevato.

Possiamo fare una considerazione di massima e dire che tutti i cibi di origine industriale, contenenti zuccheri e farine raffinate, sono da evitare perché sempre dannosi. D’altro canto è necessario prestare attenzione anche alla verdura, alla frutta o alla carne o al pesce che compriamo, perché l’utilizzo massiccio di prodotti chimici che caratterizza la nostra era è un problema da non sottovalutare.

Come fare? Chi ci garantisce che un prodotto sia davvero fatto come natura comanda?

Organico e biologico: è la stessa cosa?

Il cibo a marchio controllato è una buona scelta per limitare i danni.

Il cibo biologico, in Italia, possiede un marchio di garanzia certificato che aiuta il consumatore consapevole a scegliere il prodotto migliore e a sentirsi più tutelato. Un cibo organico invece fa riferimento a tutti i prodotti di origine animale e vegetale ma non è sinonimo di garanzia di prodotto privo di pesticidi o ormoni.

La confusione nasce dalla traduzione del termine “organic” che per gli inglesi ha la valenza del nostro biologico. Per semplificazione, si tende ad accomunare in italiano il termine organico (traduzione immediata dall’inglese) con il suo significato originale che è appunto biologico. Nella lingua italiana non è la stessa cosa e organico non è sinonimo di biologico.

Si indicano organici quei cibi che non sono lavorati dall’industria come frutta, verdura, carne, pesce o uova. Dire che sono biologici perché organici, no. La certificazione biologica, controllata per legge, viene concessa solo a quelle aziende che seguono criteri specifici nell’agricoltura o nell’allevamento.

Scegli un cibo sano!

Con questo non possiamo escludere che sia possibile trovare cibi organici che possono essere considerati salutari. Pensiamo al contadino di fiducia o all’allevatore che nutre i suoi animali solo con prodotti naturali, all’aria aperta e senza l’utilizzo di ormoni per la crescita.

Certamente è più difficile arrivare ad un grande pubblico senza la certificazione che garantisce un cibo biologico (e quindi sano).

A onor del vero, aggiungiamo anche che i ritmi di vita di questo pianeta favoriscono la produzione massiccia di sostanze tossiche che vengono immesse continuamente nell’aria e nelle nostre falde acquifere. Le stesse piogge purtroppo contengono dei residui di inquinamento e non è possibile limitare la pioggia o impedire alle falde acquifere di sottostare nel terreno.

La scelta finale dev’essere comunque consapevole e limitare i danni il più possibile.

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Tutti i vantaggi del cibo biologico

I prodotti biologici, privi di additivi chimici, ci garantiscono un doppio beneficio: tutelano la nostra salute e, nel contempo, rispettano l’ambiente. Ecco la guida per non sbagliare

Il cibo biologico aiuta la natura e la nostra salute

Da tempo ormai sappiamo che qualcosa, nell’equilibrio naturale, si stia disgregando e che dobbiamo correre ai ripari finchè siamo in tempo. Lo possiamo fare preferendo e acquistando cibi biologici, prodotti senza inquinare o contaminare la natura con additivi chimici o di sintesi, senza sfruttare intensivamente il bestiame, nel pieno rispetto del ritmo delle stagioni e della rotazione dei terreni, e sottoponendo i prodotti finali al controllo di appositi enti certificatori. A tale riguardo, si parla anche di “tracciabilità” del cibo biologico, alludendo con questo termine alla capacità di ricostruire e seguire la produzione e l’utilizzo di un prodotto agroalimentare mediante identificazioni documentate e certificate da un apposito organo di controllo.

Cosa significa cibo biologico

Ma sappiamo esattamente che cosa si intende per cibo biologico e quali sono le differenze con altri prodotti definiti semplicemente “naturali” o genericamente “integrali”? Facciamo un po’ di chiarezza sulle parole ma anche sui marchi e gli enti autorizzati a certificare i prodotti veramente ” bio“.

Ecocompatibile

L’agricoltura ecocompatibile esprime la generica tendenza alla compatibilità ambientale e, nell’iter produttivo, integra un impiego minimo di prodotti chimici con l’uso controllato di insetti che si nutrono dei parassiti delle piante funzionando di fatto come degli antiparassitari naturali.

La dicitura “ecocompatibile” per ora non ha riconoscimento dal punto di vista della normativa comunitaria, ma alcune regioni e province italiane hanno già istituito dei marchi collettivi con cui si qualificano i prodotti derivati da questo tipo di agricoltura.

Come leggere le etichette

Prima di fare la spesa, occorre sempre leggere l’etichetta e verificare che:

 

  • Il prodotto deve essere venduto con l’etichetta Agricoltura Biologica (riportata qui sotto) o Allevamento Biologico/Regime di controllo CEE. Senza questa dicitura, il prodotto non è cibo biologico.
  • Controllare che l’etichetta riporti la data (di raccolta, produzione, macellazione), la sigla del paese di provenienza, la sigla dell’ente certificatore, un codice dell’azienda e uno per la partita del prodotto.
  • I prodotti biologici non sono mai distribuiti in contenitori di plastica o di altro materiale sintetico.

Le sigle da tenere d’occhio

Gli organismi di certificazione biologica nazionali sono 16, riconosciuti con decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, e l’elenco completo naviga su www.aiab.it, l’indirizzo dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica.

Tra i vari enti si segnalano Anccp (Agenzia nazionale certificazione componenti e prodotti), Biogracert (organismo indipendente di controllo e certificazione delle produzioni agroalimentari), Ccpb (consorzio per il controllo dei prodotti biologici), Demeter (per i prodotti biodinamici) Imc (marchio del sistema di certificazione dell’Imcert, l’Istituto mediterraneo di certificazione), Fair trade/TransFair (per l’equosolidale).Il biologico costa un po’ di più ma ti salva la vita

Nel carrello del biologico, ormai c’è posto per tutti: produttori di frutta e ortaggi, carne, pesce e latticini, vino, miele, zucchero, pasta, riso, cacao, caffè, tè, dolci e prodotti da forno, uova, oli e condimenti, ma anche merendine, snack e bevande. Certo, i cibi biologici possono costare un po’ di più ma offrono una serie di vantaggi “impagabili”: hanno un sapore più naturale, quindi sono anche più appaganti e più sazianti per il palato; sono più controllati dal punto di vista della coltivazione e dell’allevamento e non contengono sostanze d’origine chimica; per produrli, è ridotto lo spreco di materie prime, si rispetta la biodiversità e si riduce l’impatto ambientale. Per contro, va anche detto che i cibi biologici freschi (proprio perché naturali e privi di additivi) si conservano meno a lungo: in realtà, questo che sembra un difetto è una garanzia di qualità!

I 5 motivi per dire che il cibo biologico fa bene alla salute

Se si pensa che tutto quello che mangiamo o applichiamo sulla pelle sotto forma di cosmetico plasma il nostro corpo e influisce sul cervello, sulle attività metaboliche e sulle nostre aspettative di vita, è chiaro che il cibo biologico avrà effetti decisamente positivi sulla salute poiché è privo di tossine e ricco di sostanze curative e protettive che il corpo assorbe con rapidità.

– Il cibo biologico è sano, è saporito ed è ricco di principi attivi vitali

– Avendo una genesi naturale e non contaminata dalla chimica, e crescendo su terreni “puri”, rinforza il metabolismo e le difese

– Previene il deposito di tossine chimiche nel corpo e velocizza lo smaltimento di quelle eventualmente già presenti

– Accelera la guarigione e stimola la rigenerazione di organi e tessuti

– Ha un effetto protettivo, ricostituente e antiage.

L'ESTATE E' TEMPO DI CENTRIFUGHE, ESTRATTI E FRULLATI

L’estate è sinonimo di bella stagione, colori e profumi, e nella dieta non può mancare tanta, ma proprio tanta frutta e verdura. Uno dei modi migliori per consumare, tra i ritmi frenetici della quotidianità, questi cibi, è sicuramente quello di centrifugarli, così da poterne estrarre la parte più nutriente. Utilizzando un estrattore è possibile ricavare dal frutto o dalla verdura in questione la parte più nutriente – vitamine, fibre tenere, proteine nel caso di alcuni leguminacei – e visto il poco tempo che, sempre più spesso abbiamo a disposizione per i pasti giornalieri, è anche un modo veloce per consumare una colazione o un lunch-breakfast completi. Altre tendenze del momento sono i frullati di frutta. Anche in questo caso, se preparati con frutta proveniente da culture biologiche è sicuramente meglio. Centrifughe e frullati aiutano a disintossicare l’organismo dalle scorie accumulate con il tempo, e rappresentano il giusto punto di equilibrio tra il mangiare sano e il tempo che si ha a disposizione per poterlo fare. Aggiungiamoci anche che il consumo di questa tipologia di pasti, da qualche anno, è diventato un vero e proprio must, sempre

più bar, ristoranti tematici e non, pub, gelaterie, offrono una vasta gamma di centrifughe e frullati, presentati con ricette sempre nuove e  su menù esplicativi che segnalano anche la provenienza di ogni singolo elemento utilizzato. Con l’estate alle porte nutrirsi con frullati e centrifughe aiuta anche ad idratare il corpo, portando benefici alla pelle, al fegato e all’intestino.